Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Lunedì, 24 Febbraio 2014 20:24

(W) #VIVA LA RADIO! NETWORK -TO.CROSS - REMO ANZOVINO VIAGGIATORE IMMOBILE - (intervista)

Scritto da 

Video

(W) #VIVA LA RADIO! NETWORK -TO.CROSS - REMO ANZOVINO VIAGGIATORE IMMOBILE - (intervista)

 

Il protagonista indiscusso del secondo appuntamento del Festival To.Cross al Teatro Vittoria di Torino è il pianoforte. Apre la serata la giovane Maria Messina, artista esordiente che offre uno spettacolo veramente interessante presentando il suo album d'esordio Never walking shoes. La sua voce intensa, ma dolce, si muove tra melodie celtiche ed echi gotici.

 

Il concerto si apre con Sleep, un brano del passato di Maria che ha iniziato a comporre fin dalla tenera età, per poi proseguire con i nuovi pezzi. Al di là della tecnica puramente pianistica che si riconosce anche in The prize is mine, durante l'esibizione di Dulcimer e Just Dust è la sua abilità con il looper ad essere sorprendente. Lo spettatore rimane inevitabilmente affascinato da Maria che prima dell'esecuzione al piano crea l'intelaiatura di suoni campionati su cui si sviluppano i suoi brani. Maria interagisce con il pianoforte con coinvolgente energia, un'energia che potrebbe accrescere con il tentativo di espriemersi in italiano lasciando da parte l'inglese.

 

“Vorrei che questa sala potesse trasformarsi in una pagina bianca dove la storia, le emozioni, le scrivete voi”: è questo l'augurio con cui Remo Anzovino dà inizio al viaggio musicale guidato da quel viaggiatore immobile che è il pianoforte, un compagno di viaggio un po' vecchio ed ingombrante, ma dall'immortale eleganza e fascino che con l'immaginazione riesce a far esplorare nuovi mondi, a far esplorare l' “altrove” fatto di desideri, di fantasia in cui tutti noi ci rifugiamo quotidianamente.

 

Remo presenta brani tratti dal suo ultimo album Viaggiatore immobile, un lavoro che si distingue dai precedenti poiché interamente dedicato al pianoforte, dalle forti atmosfere intimistiche che ricordano quelle di Dispari. Remo non definisce le sue esecuzioni “brani” o “pezzi”, ma “musiche”, una scelta molto significativa che sottolinea la totale apertura e libertà delle sue composizioni, delle realtà in medias res in cui l'ascoltatore si ritrova a passeggiare con la mente e con il cuore, trasportato dalla melodia che fa diventare racconto personale.

 

La musica, infatti, è concepita come un racconto breve scritto da chi ascolta, e la voce di questo racconto è proprio quella strumentale; la voce umana, infatti, non è usata come mezzo di comunicazione della parola, ma si trasforma anch'essa in strumento musicale, in espressione immaginifica dell'interiorità umana. Vincenzo Vasi, infatti, oltre a suonare basso e theremin (strumento che accentua ulteriormente la natura ineffabile della musica di Remo) modula la sua voce in funzione della musica, rendendola uno strumento in più.

 

Dopo aver quindi volato sugli oceani e aver sfiorato l'orizzonte con Transocean, lo spazio diventa una landa isolata in cui si incontrano due figure, soggetto e oggetto dell'innamoramento in Amore Pop, per poi essere catapultati in una stanza in cui le due persone si riflettono reciprocante in Specchio. Durante il concerto tempo e spazio sono affrancate dalla loro natura di rigide coordinate, e si fondono nell'istante della fantasia che non conosce limiti. Questa libertà è anche data dall'armonia che lega Remoe il suo pianoforte con chitarre (Alberto Milani) e percussioni (Marco Anzovino) della sua “famiglia musicale”.

Una commistione di strumenti che riflette la varietà dello stile di Anzovino, che affonda le sue radici nel jazz, in quanto musica di contaminazione che Remo definisce“minimalista e mediterranea”; la sua musica infatti è “un crossover di almeno quattro filoni”. Si spazia dalla melodia preminentemente romantica e classica, al folk con sonorità etniche.

 

Remo fa un omaggio al suo passato segnato dalla passione per il cinema muto e a due personaggi che hanno accompagnato la sua fantasia: Charlie Chaplin e Buster Keaton. Il concerto si chiude con Cammino nella notte una musica “che parla dei musicisti” in cui sembra di scorgere il passo distratto di un artista che vaga per la città travolto dai suoi pensieri. La presenza del cinema si percepisce in tutta la musica di Anzovino che è fortemente visiva e che si muove per immagini; ogni nota, ogni passaggio aggiunge un dettaglio, descrive una scena o una sensazione, una musica che si fa colonna sonora della sfera umana, “con le sue imperfezioni” e con i suoi moti d'animo.

 

Il To.Cross si riconferma come un evento culturale di alta qualità, che anche questa volta ha offerto una serata di straordinaria bellezza musicale, e il pubblico ha dimostrato il suo entusiasmo e la sua difficoltà ad interrompere un viaggio così mirabolante richiamando per ben quattro volte Anzovino sul palcoscenico. Un concerto caratterizzato da profondo calore umano ed empatia. Una musica che spalanca il cuore, un ascolto che si fa dono di emozioni condivise. Anzovino ci ricorda di respirare l'ebbrezza del viaggio, che si può compiere a prescindere dagli impegni della quotidianità: basta abbandonarsi alla musica, la fantasia farà tutto il resto.

Corinne Chinnici, Torino

 

Letto 1357 volte
Corinne Chinnici - Torino

Sono un'amante fedele di tutto ciò che è espressione dell'animo umano, in particolare mi reputo una sorta di satellite che ruota intorno al mondo della Musica. Sono attratta da ogni suo singolo abitante, sia esso l'icona che ancora risplende dal passato o un giovane barbuto che vaga con la sua chitarra. Amo ascoltare quello che ognuno di loro ha da dirmi, e mi piace ancora di più avere la possibilità di comunicare e condividere con gli altri la bellezza di cui mi ha fatto dono.

website: http://www.vivalaradio.fm

Instagram

Twitter

Facebook